Chiesa di San Maurizio © Borghi delle Vie d’Acqua

Maglione

Tradizione e arte contemporanea con vista morenica

Maglione è un paesino della provincia di Torino, situato nella parte orientale dell’anfiteatro morenico al confine con la provincia vercellese. Qui riformano anche i laghetti morenici di Maglione e Moncrivello.
Il toponimo è attestato sin dal X secolo come Castro Malione, con le varianti Maglonus e Loco Mallioni. Secondo altre ipotesi esso avrebbe origine dalle voci Malones, Malhones che significano Vinae, Vigne dovuto alla presenza di copiosi vigneti.

Soggetto di attacchi e assedi nel corsodella toria, che portarono a subire annidi varie entità, il borgo comprendeva il castello edificato dai Masino, conti che gli governarono. Nel 1650 il castello venne distrutto e di oggi vi rimane solo la Torre quadrangolare che funge da campanile del cimitero attuale. Nel centro più antico si possono ammirare alcune belle abitazioni patrizie, il Palazzo comunale e i loggiati della canonica. La Parrocchiale di San Maurizio è invece un ottimo esempio di architettura barocca, adornata all’interno di quattro altari, il maggiore dei quali, assieme alla balaustra è in marmo. Interessanti sono la Chiesetta di San Grato e la Cappella di San Maurizio.

In occasione della festa patronale, la terza domenica di settembre, si svolge la tradizionale processione di Matarille ed Alabarde che precedono la statua di San Maurizio, patrono del borgo.
Le Matarille sono coni ricoperti di fiori e immagini sacre le cui origini risalirebbero agli alberi di maggio, “i maggi”, oggetti pagani tesi a celebrare e favorire i raccolti annuali, progressivamente convertiti in rituali cristiani.
Esse sono portate in testa da otto “mate”, fanciulle nubili accompagnate da otto ragazzi con alabarde, anch’esse adornate di fiori e nastri colorati. Gli alabardieri sono probabilmente un ricordo dell’antica “badia” il cui capo era l’Abbà.

MACAM il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto

Interessante è anche il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto, detto anche MACAM, ideato dal regista Maurizio Corgnati (ex marito di Milva) nel 1985, che propose agli abitanti la possibilità di vedere e apprezzare opere d'arte contemporanea al di fuori dei soliti ambiti dei musei, senza vincoli di orario, biglietti, norme da osservare, semplicemente passeggiando per le vie del paese. Nel corso degli anni, artisti italiani e stranieri delle tendenze artistiche più diverse furono invitati ad affrescare esterni di edifici messi a disposizione dai proprietari o ad installare sculture in diverse piazze del paese: ne è scaturito il connubio tra le opere tradizionali e le avanguardie. Tra le opere d'arte più interessanti si trovano le geometrie del Muro ad acqua di Roberto Caracciolo, i colori espressionisti di Bert van Zelm, le monocromie di Piero Ruggeri, i tratti di Francesco Tabusso e le pennellate di Ugo Nespolo. Nell'anno 2017, le opere create sono ben 165: spicca fra le sculture il Monumento al contadino di Piero Gilardi costruito con l'aiuto degli anziani coltivatori di Maglione, utilizzando vecchi attrezzi della civiltà contadina. Da altre opere emerge l'aspirazione e la speranza di pace come nelle sottili lastre di pietra dello scultore Klaus Munch. In Piazza XX settembre è presente una scultura di Giò Pomodoro.

  • contatti

Cosa vedere nei dintorni

Rimani sempre aggiornato su tutte le novità. Iscriviti alla newsletter